L'Anglona, una regione che si scopre per feste
L'Anglona è la fascia di entroterra alle spalle di Castelsardo: colline calcaree, valli, chiese romaniche isolate in mezzo ai campi e paesi piccoli, molti sotto i duemila abitanti. Da fuori sembra un territorio di passaggio; in realtà è un mosaico di comunità che si raccontano soprattutto attraverso le loro feste. Da quando ospitiamo abbiamo imparato che il modo più rapido per capirla è arrivare in un paese nel giorno del santo patrono: in poche ore vedi il costume, senti la lingua, mangi quello che si mangia lì e capisci come funziona. Qui sotto trovate una mappa ragionata, paese per paese, di quello che ricorre ogni anno.
Tergu, Bulzi e Sedini: il cuore romanico
A Tergu, a una decina di chilometri da noi, si celebra Nostra Signora di Tergu, patrona dell'Anglona, all'inizio di settembre, nella bellissima abbazia romanica in pietra rossa: la processione porta il simulacro accompagnato dal carro a buoi, dalle launeddas, dai cavalieri e dai gruppi folk. A Bulzi il 20 gennaio si festeggia Santu Bestianu, San Sebastiano martire, ricorrenza molto sentita in paese; nello stesso comune, alla campagna e alla chiesa romanica di San Pietro delle Immagini — conosciuta anche come chiesa del Crocifisso, Su Rughifissu — è legata la festa dell'Ascensione. A Sedini, il paese della domus de janas scavata nella roccia e abitata fino a tempi recenti, il patrono è Sant'Andrea, che ricorre a fine novembre, mentre in luglio si festeggia San Giacomo e in agosto si concentrano le serate dell'estate sedinese.
Nulvi: i candelieri di Ferragosto
Se dovessimo indicare una sola festa dell'entroterra da non perdere, sarebbe Sa essida de sos Candhaleris di Nulvi, il 14 agosto, alla vigilia dell'Assunta. Escono tre candelieri votivi, macchine a spalla alte otto o nove metri con base, colonna, capitello e un tabernacolo in cartapesta decorato di fiori, santi e angeli. Ognuno rappresenta una corporazione del paese: i pastori, gli artigiani e i contadini. Pesano diversi quintali e vengono portati da squadre di uomini, con altri alle funi, lungo le strade in salita fino alla chiesa dell'Assunta. È una prova fisica e insieme un voto antico, e si guarda molto meglio da fermi, in un punto stretto della via, che rincorrendo il corteo.
Perfugas, Martis, Laerru e Chiaramonti
A Perfugas, paese che custodisce anche un museo archeologico e paleobotanico e un pozzo sacro nuragico, la festa più identitaria è quella di Sant'Isidoro, protettore degli agricoltori: processione con gruppi folk, cavalieri e traccas, i carri agricoli addobbati. A Martis il patrono è San Pantaleo, che ricorre a fine luglio, ma la serata più caratteristica è quella del 24 giugno, San Giovanni, quando si rinnova il rito dei compares e comares de fogarone: si diventa comari e compari saltando insieme il falò. A Laerru, paese legato alla lavorazione della radica, la patronale è Santa Margherita, in luglio. A Chiaramonti, arroccata sotto i resti del castello dei Doria, e nei comuni del basso Coghinas come Valledoria e Santa Maria Coghinas, il calendario si distribuisce fra la primavera e la fine dell'estate, con molte feste campestri.
Come muoversi e dove verificare le date
Tutte le feste che abbiamo elencato sono ricorrenti, ma i giorni possono slittare al fine settimana più vicino e i programmi vengono pubblicati tardi, spesso solo un paio di settimane prima. Le fonti attendibili sono i siti e le pagine ufficiali dei singoli Comuni, delle pro loco e delle parrocchie; noi, quando siamo in struttura, teniamo d'occhio i calendari e volentieri vi diciamo che cosa c'è nella vostra settimana — basta chiedercelo, ci trovate nella pagina contatti. Se volete costruire un itinerario di entroterra che unisca chiese romaniche, paesi e feste, abbiamo raccolto qualche traccia nell'articolo dedicato all'Anglona da scoprire.
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