Un lunedì che non somiglia a nessun altro

Chi arriva a Castelsardo in primavera spesso non immagina che il momento più intenso dell'anno, qui, non sia Ferragosto ma il Lunedì Santo. Si chiama Lunissanti ed è il lunedì che segue la Domenica delle Palme: una giornata intera di riti che comincia prima dell'alba e finisce a notte fonda. Noi ospitiamo dal 2000 e ogni anno assistiamo alla stessa scena: chi capita in paese per caso in quei giorni cambia i programmi e resta. Non è una rievocazione costruita per i visitatori, è la festa che la comunità fa per sé, ed è anche per questo che va guardata con discrezione, restando un passo indietro e lasciando passare chi porta e chi canta.

La confraternita di Santa Croce, gli Apostuli e i Misteri

A tenere in vita il rito è la confraternita dell'Oratorio di Santa Croce, che se ne occupa da secoli. I confratelli indossano la tunica bianca con il cappuccio calato sul volto: sono gli Apostuli, quelli incaricati di portare i Misteri, i simulacri che raccontano la Passione — Gesù legato alla colonna, il Cristo flagellato, il crocifisso, la Madonna Addolorata. Accanto a loro camminano li cantori, riuniti in tre cori che si alternano lungo tutto il percorso. Anche i canti hanno un nome proprio: lu Miserere, lu Stabat, lu Jesu. Sono canti a cuncordu, a quattro voci maschili, tramandati a orecchio di generazione in generazione: da tempo interessano studiosi e musicologi, e restano la cosa che più colpisce chi li ascolta la prima volta.

Il pellegrinaggio verso Nostra Signora di Tergu

La giornata si apre molto presto, con una messa celebrata nella chiesa di Santa Maria, nel cuore del borgo. Poi la processione esce dal paese e si incammina verso l'interno, fino alla basilica romanica di Nostra Signora di Tergu, patrona dell'Anglona, una decina di chilometri più a sud. È un cammino vero, in gran parte fuori dall'abitato, con i Misteri portati a spalla e i cori che si danno il cambio. All'arrivo, in tarda mattinata, gli Apostuli presentano i Misteri alla Madonna e segue la messa solenne. Nel primo pomeriggio i prati attorno alla basilica si riempiono di famiglie che pranzano all'aperto: è la parte più semplice e più bella della giornata, quella in cui il rito diventa comunità.

La Notti Santa: il rientro fra le torce

Il momento che tutti aspettano è però il ritorno, in serata. La processione rientra a Castelsardo e attraversa il borgo medievale con le luci pubbliche spente: le uniche fonti di luce sono le torce portate dagli Apostuli e dai cantori. I vicoli stretti, le scalinate e le piazzette del centro storico si riempiono del riverbero delle fiamme e delle voci a cuncordu che rimbalzano sulle pareti in pietra. È quella che in paese si chiama Notti Santa, e non serve essere credenti per sentirne il peso. Vi chiediamo solo tre cose: niente flash, niente commenti a voce alta e mai mettersi davanti alla processione per fare una fotografia.

Consiglio: salite al borgo a piedi e con largo anticipo. Nel pomeriggio del Lunedì Santo il centro storico si riempie e i posti auto vicino alle mura spariscono in fretta; portate una giacca, perché la sera il vento dal Golfo dell'Asinara è ancora freddo, e scarpe chiuse con la suola piatta per i ciottoli dei vicoli.

Come organizzarsi se siete nostri ospiti

Dalle nostre case il centro storico è a meno di un chilometro, in salita, e questo aiuta: potete scendere in paese la mattina presto per la partenza, rientrare a riposare o a mangiare qualcosa nel pomeriggio e tornare per la processione serale senza dover reggere quindici ore di fila. Ogni appartamento ha cucina completa, quindi non siete legati agli orari dei locali, che in quei giorni sono affollati. Se avete dubbi sulla logistica scriveteci pure: trovate i nostri recapiti nella pagina contatti, e le informazioni sugli alloggi nella sezione le nostre case. Orari e programma del rito cambiano leggermente ogni anno: fanno fede i canali ufficiali del Comune di Castelsardo e della confraternita di Santa Croce.

Non solo il lunedì: il resto della Settimana Santa

Il Lunissanti è il vertice, ma non è l'unico appuntamento. Nei giorni successivi si svolgono la processione del Giovedì Santo, che in castellanese viene chiamata la Prucissioni, e il rito del Venerdì Santo, l'Ilcravamentu, la deposizione del Cristo dalla croce. Chi si ferma l'intera settimana vede quindi tre riti diversi, tutti con gli stessi cori e la stessa confraternita. Ricordate che la data si sposta ogni anno insieme a Pasqua e può cadere fra fine marzo e fine aprile: se state ancora scegliendo il periodo del viaggio, ne parliamo anche nell'articolo su quando venire.

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