Un elefante di pietra sul ciglio della strada

Uscendo da Castelsardo verso l'interno, sulla strada che porta a Sedini, in località Multeddu, c'è un masso enorme che ha la forma inconfondibile di un elefante accovacciato, con la proboscide abbassata. Non è una scultura: è un blocco di trachite e andesite alto circa quattro metri, staccatosi in epoche remote dal complesso roccioso del Monte Castellazzu e rotolato a valle, che vento e pioggia hanno poi modellato fino a farlo somigliare a un animale. In sardo lo chiamano anche Sa Pedra Pertunta, la pietra bucata, perché è scavata all'interno. Ci si arriva in una decina di minuti d'auto dalla costa e lo si vede dalla strada, senza doverlo cercare.

Due domus de janas scavate nel masso

La parte davvero straordinaria è dentro. Nel masso sono state ricavate due domus de janas su livelli diversi, sepolture ipogee del Neolitico recente, scavate indicativamente fra il 3200 e il 2800 avanti Cristo. Quella superiore conserva tracce di tre celle di dimensioni contenute, disposte lungo un unico asse. Quella inferiore è la più importante: sulle pareti di una delle camere sono scolpite due protomi taurine, teste di toro stilizzate con corna a mezzaluna e muso trapezoidale, legate al culto del toro diffuso nella Sardegna preistorica. Gli archeologi la considerano l'esempio più significativo di domus de janas scavate in un masso erratico anziché in una parete rocciosa.

Cosa sono le domus de janas

Domus de janas in sardo significa case delle fate, ed è il nome popolare delle migliaia di tombe ipogee scavate nella roccia in tutta l'isola fra il IV e il III millennio avanti Cristo. Le comunità preistoriche le costruivano come case per i morti, con nicchie, pilastri, false porte e simboli incisi o dipinti. Nel luglio del 2025 questo patrimonio è entrato nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO come sito seriale dedicato alle tradizioni funerarie della Preistoria sarda: diciassette componenti distribuite in tutta la Sardegna, fra cui la Roccia dell'Elefante. Per chi soggiorna da queste parti significa avere un luogo riconosciuto dall'UNESCO a pochi minuti di macchina.

Vale la pena ricordare che non si tratta di grotte naturali: ogni ambiente è stato ricavato a mano, con strumenti di pietra, in tempi lunghissimi. Guardando gli ingressi si intuisce la fatica del lavoro e la precisione dell'intenzione, perché le celle non sono cavità casuali ma hanno un orientamento e una gerarchia. È il motivo per cui questi luoghi vanno trattati con rispetto, anche quando si trovano a bordo strada e sembrano semplici curiosità del paesaggio da fotografare in due minuti.

L'Anglona intorno: un giro di mezza giornata

La roccia non merita un viaggio a sé: conviene inserirla in un giro nell'Anglona, la regione storica alle spalle di Castelsardo. Proseguendo si arriva a Sedini, dove un grande masso calcareo scavato di domus de janas è stato abitato per secoli e oggi ospita un museo etnografico. Nella campagna intorno a Bulzi si trova la chiesa romanica di San Pietro delle Immagini, isolata fra i campi, mentre a Tergu resta l'abbazia medievale di Nostra Signora, su un pianoro circondato dalla macchia mediterranea. Sono strade strette e poco trafficate, con pochissime indicazioni: mettete in conto qualche deviazione sbagliata, che di solito è la parte migliore. Ne parliamo più diffusamente nell'articolo sull'entroterra.

Consiglio: la roccia è a bordo strada e lo spazio per fermarsi è poco. Accostate con prudenza, non attraversate in curva e tenete i bambini per mano: le auto arrivano veloci e la visibilità è limitata.

Come e quando andarci

La visita in sé è breve, mezz'ora scarsa: si osserva il masso da fuori, si guardano gli ingressi delle celle, si fanno le fotografie. La luce migliore è quella del mattino, quando il sole illumina il fianco rivolto alla strada; nel pomeriggio si finisce spesso in controluce. Ricordate che è un monumento archeologico tutelato: non si sale sulla roccia, non si incidono iniziali, non si portano via schegge di pietra. Dai nostri appartamenti a Lu Bagnu è una delle uscite più semplici da incastrare, magari al rientro da una giornata nell'interno o prima del bagno del pomeriggio. Se ci chiedete la strada ve la spieghiamo volentieri, mappa alla mano.

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