Una fortezza costruita per essere vista

Il castello di Castelsardo sta in cima al promontorio, e non è un caso: da lassù si controllava tutto il Golfo dell'Asinara e chiunque provasse ad avvicinarsi via mare. Lo costruì la famiglia genovese dei Doria, che battezzò l'insediamento Castelgenovese. Sulla data esatta gli storici discutono: la tradizione indica l'inizio del XII secolo, ma le ricerche più recenti spostano la nascita della fortezza alla seconda metà del Duecento, anche perché non esiste un atto di fondazione e la prima menzione certa risale al 1272. Nel 1448 il castello passò agli Aragonesi e prese il nome di Castel Aragonese; il nome Castelsardo arrivò molto più tardi, in epoca sabauda, nel Settecento.

Cosa si vede salendo

Si arriva a piedi, dopo aver attraversato i vicoli del borgo alto: è una salita continua ma breve. Della fortezza si conservano i camminamenti di ronda, i bastioni e il ponte levatoio, in buono stato grazie ai restauri succedutisi negli anni. Il cortile interno è piccolo e raccolto, e da lì si accede alle sale del museo. Ma la parte che i nostri ospiti ricordano di più è la terrazza: lo sguardo corre a ovest fino alle coste dell'Asinara e verso est lungo il litorale, in direzione della Gallura. Nelle giornate limpide si capisce a colpo d'occhio perché qualcuno abbia deciso di fortificare proprio questo scoglio e non un altro.

Il Museo dell'Intreccio Mediterraneo

Dentro il castello ha sede il Museo dell'Intreccio Mediterraneo, nove sale distribuite su due livelli. Non è un museo di vetrine polverose: raccoglie manufatti d'uso quotidiano intrecciati con fibre vegetali, dai contenitori per la conservazione dei prodotti agricoli agli attrezzi legati alla pesca e alla pastorizia, fino a oggetti con valore religioso o simbolico. L'esposizione mette in dialogo la produzione sarda con quella di altri paesi del bacino del Mediterraneo, perché l'intreccio è una tecnica antica e condivisa: cambiano le fibre disponibili, restano gli stessi gesti. Fra i pezzi più curiosi c'è su fassoni, l'imbarcazione tradizionale dei pescatori costruita interamente con fibre vegetali.

Le fibre, i gesti, le mani

Le fibre usate qui sono quelle che il territorio offre: palma nana, rafia, giunco, canne, fieno palustre. Ogni materiale ha una resa diversa, più rigida o più morbida, più chiara o più scura, e chi intreccia sceglie in base a cosa dovrà contenere il cesto. Nelle sale si capisce come l'intreccio non sia decorazione ma tecnologia: la forma segue la funzione, e la funzione arriva dalla vita agricola e marinara di questo pezzo di Anglona. Uscendo dal castello l'esperienza continua nei vicoli, dove le donne lavorano ancora sull'uscio di casa. All'argomento abbiamo dedicato un articolo a parte, perché merita più di un paragrafo.

Consiglio: orari e biglietti del castello cambiano fra alta e bassa stagione, e in inverno la chiusura è anticipata. Prima di salire controllate gli aggiornamenti sui canali ufficiali del Comune di Castelsardo e del museo.

Come organizzare la visita

Castello e museo si visitano comodamente in un'ora e mezza, due se ci si ferma a lungo in terrazza. Conviene parcheggiare ai piedi della rocca e salire a piedi: l'ultimo tratto è pedonale e le strade del borgo alto sono strette, con manovre scomode per chi non le conosce. Scarpe chiuse con suola non liscia, perché la pietra è consumata e in discesa scivola. D'estate meglio la mattina presto o il tardo pomeriggio, quando il sole non batte sui muri chiari e la terrazza è respirabile. Se avete poco tempo e dovete scegliere una sola cosa da fare a Castelsardo, secondo noi è questa.

A pochi minuti da noi

Dai nostri appartamenti a Lu Bagnu il castello si vede dal terrazzo, illuminato la sera, e ci si arriva in pochi minuti d'auto oppure con una passeggiata più lunga lungo la costa. È il primo posto che indichiamo a chi arriva senza un programma preciso: si sale, si guarda il golfo dall'alto, si scende e si è già capito che paese è questo. Ospitiamo qui dal 2000, in quattro appartamenti nella stessa palazzina, e le indicazioni continuiamo a darle a voce, che funzionano sempre meglio di una mappa. Come sono fatte le nostre case lo trovate nella pagina appartamenti.

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